Posare il parquet sopra le piastrelle è una soluzione molto cercata da chi vuole rinnovare casa senza affrontare demolizioni, polvere, smaltimento dei vecchi materiali e lavori troppo invasivi. Il desiderio è semplice: trasformare un pavimento freddo o datato in una superficie più calda, naturale e coerente con l’arredo.
Prima di scegliere la soluzione più adatta, è utile chiarire un punto: il termine parquet non indica genericamente qualsiasi pavimento effetto legno, ma ha una definizione tecnica precisa.
Secondo la norma UNI EN 13756, si definisce parquet un pavimento in legno per interni con uno strato superiore in legno nobile di almeno 2,5 mm prima della posa.
In questa categoria rientrano principalmente il parquet tradizionale in massello, composto interamente da legno nobile e finito in opera, e il parquet prefinito multistrato, già trattato e pronto per la posa. Entrambi possono essere installati sopra le piastrelle, ma solo se il pavimento esistente è stabile, asciutto e regolare. In caso contrario, sono necessari interventi di preparazione del sottofondo, con tempi e costi aggiuntivi.
Il parquet prefinito può essere posato anche con sistema flottante, quando il prodotto lo consente, ma richiede comunque un materassino idoneo e una posa più articolata rispetto a soluzioni tecniche come legno ingegnerizzato, SPC e LVT. Il parquet tradizionale, invece, viene incollato e sopra le piastrelle richiede una preparazione accurata per garantire la corretta adesione dei collanti.
Per questo, nei progetti di rinnovo senza demolizione, può essere utile valutare anche alternative più pratiche e adatte alla posa sopra superfici esistenti: legno ingegnerizzato, SPC effetto legno e LVT effetto legno. Non sono tutte la stessa cosa e non sostituiscono il parquet in senso tecnico, ma offrono soluzioni diverse per chi desidera rinnovare il pavimento con tempi più contenuti, maggiore praticità di posa e buone prestazioni nell’uso quotidiano.